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Come ogni anno gli addetti ai lavori del mondo della comunicazione, ma anche gli appassionati, attendono con impazienza i dati del Digital News Report 2016, pubblicato dal Reuters Institute for the Study of Journalism dell’Università di Oxford.

 

Il Report 2016

Il Report, ogni 12 mesi, analizza i trend, le evoluzioni e le sfide che il giornalismo si trova ad affrontare a livello internazionale. Per il 2016 sono stati coinvolti nello studio 26 Paesi (tra cui l’Italia), attraverso un sondaggio a cui hanno partecipato circa 50mila persone.

La fotografia che ne viene fuori è quella di un mercato dove gli editori di tutto il Mondo si trovano ad affrontare una forte disruption dei modelli di business esistenti, caratterizzata dall’inarrestabile ascesa delle piattaforme social (Facebook in primis), da una sempre più crescente fruizione di news su mobile e da un rifiuto ancor più marcato dell’online adv, con il contestuale aumento dell’utilizzo di ad-blocker.

 

I punti salienti della ricerca.

I punti salienti della ricerca ci dicono che:

  • Più della metà (il 51%) del campione intervistato, utilizza i social media come fonte di notizie ogni settimana. Per il 12% (circa 1 su 10) sono la fonte principale di approvvigionamento di notizie. Facebook è di gran lunga il social più importante per la ricerca, la lettura e la condivisione di news;
  • I social network sono maggiormente utilizzati per cercare notizie dalle donne – che sono anche quelle meno abituate ad andare direttamente sui siti web – e dai giovani; più di un quarto di loro, tra i 18 ai 24 anni (il 28%), hanno affermato che i social sono la principale fonte di notizie – per la prima volta più della TV (il 24%);
  • La maggior parte dei consumatori continuano a essere restii a pagare per ottenere news online ed inoltre nel 2016 si è registrata una forte ascesa di utenti che hanno scaricato ad-blocking – in grado di oscurare le pubblicità sugli smartphones – che sicuramente genererà grattacapi agli editori. Soltanto l’8% degli utenti interpellati ha dichiarato di aver installato ad-blocking ma 1/3 degli intervistati hanno affermato di volerne installare uno nel corso dell’anno;
  • Ci sono alcune preoccupazioni da parte del panel degli intervistati rispetto all’introduzione, nella selezione delle notizie, dell’uso di algoritmi Alcuni intravedono il rischio di dover rinunciare a informazioni importanti o a opinioni difficili. Tuttavia i più giovani sembrano essere più a loro agio con gli algoritmi piuttosto che con i giornalisti in carne e ossa.

 

E in Italia?

Secondo il Digital News Report 2016, il panorama mediatico italiano continua ad essere particolarmente statico e caratterizzato da un forte presidio del settore televisivo, dal comparto della carta stampata debole e in declino, e dal crescente utilizzo di internet e degli smartphones per l’approvvigionamento di notizie, soprattutto tra i giovani.

In sostanza nel nostro Paese la percentuale delle persone che s’informa attraverso la televisione è tra le più alte in EuropaTwitter e i telegiornali rimangono la principale fonte d’informazione, anche perché la penetrazione complessiva d’internet è ancora bassa rispetto agli altri paesi sviluppati.

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