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Lo scenario della comunicazione corporate in Italia: la ricerca di Doxa per iCorporate

Come è cambiato il mondo della comunicazione istituzionale negli ultimi 2 anni? Lo abbiamo chiesto, grazie alla collaborazione con Doxa, a 103 responsabili della comunicazione di aziende private italiane con fatturato superiore ai 50 milioni di euro. I risultati della ricerca li potete consultare qui.

In modo non sorprendente, è emerso che i media preferiti dai comunicatori si stanno indirizzando sempre di più verso il mondo digital. Ben il 55,3% dei professionisti ritiene infatti che nei prossimi 5 anni le comunità online saranno tra gli stakeholder più importanti.Twitter  Non è un caso quindi che ben l’80% degli intervistati preveda un aumento dell’allocazione del budget per le attività di social media management.

Sono infatti numerosi i vantaggi che comporta un cambiamento verso la comunicazione digitale: la possibilità di pubblicare contenuti propri e in maniera controllata in misura maggiore rispetto ai media tradizionali; un immediato accesso ai feedback della Rete ; una maggiore facilità nella misurazione dell’efficacia della propria comunicazione. Il 93% dei comunicatori ritiene addirittura che la digital corporate communication sia la via più efficace per influenzare il comportamento di acquisto dei consumatori.

 

La comunicazione corporate digitale

Attenzione però: “digitale” non significa solo social network. Dalla ricerca emerge che il 100% delle aziende comunica già tramite i canali digitaliTwitter : blog, video, app e, soprattutto, social media (66%), sito web (68,9) e digital PR (71,8). Un’importanza che è destinata a crescere nell’arco di un lustro, a discapito dei media tradizionali, come mostra questo grafico.

 

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I social media per la comunicazione aziendale

Mancanza di risorse finanziarie e/o di risorse umane e tempistiche non ancora propizie sono i fattori che hanno finora impedito al 34% delle aziende di aprire almeno un presidio sui social network.

Chi invece ha deciso di affidare la propria comunicazione anche ai social network, lo ha fatto in maniera decisa: si conta infatti una media di 3,5 presidi aperti per azienda. Facebook – senza sorprese – la fa da padrone, con un tasso di adozione dell’82,4%, seguito da Twitter (76,5%) e LinkedIn (61,8%). A seguire YouTube (44,1%), Google+ (33,8%), LinkedIn SlideShare (23,5%) e Wikipedia (23,5%).

Gestire questi presidi richiede però uno sforzo non indifferente, tanto che il 69% delle aziende preferisce avvalersi del supporto di consulenti esterni da affiancare a personale dedicato interno; il 22% si affida esclusivamente a proprie risorse e solo il 9% richiede interamente l’aiuto di agenzie o freelance esterni.

 

Misurare l’efficacia della comunicazione istituzionale

L’indiscutibile vantaggio della comunicazione su web rispetto a quella tradizionale è l’ottimizzazione delle risorse a disposizione, tramite un’attenta definizione dei propri target. Questo significa anche una maggiore facilità di misurazione dei risultati, non sempre ottenibile tramite altre forme di comunicazione più tradizionali.

Se il 96,1% delle aziende misura l’efficacia delle azioni di comunicazione istituzionaleTwitter , ben il 65% lo fa (anche) tramite il web monitoring. Rassegna stampa e ricerche di mercato sono invece utilizzate rispettivamente dal 49,5% e dal 44,7% degli intervistati.

 

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Leader image: il ruolo del CEO nella comunicazione d’azienda

Oggi la pubblicità non vende solo più il prodotto ma contribuisce anche a consolidare la reputazione aziendale. Per quanto la qualità di un prodotto e le sue caratteristiche possano essere attrattive, un consumatore potrebbe non acquistare prodotti e servizi da un’azienda contraddistinta da un’immagine negativa. Ma se un’azienda è la somma delle persone che ci lavorano, ecco che la comunicazione passa anche e soprattutto attraverso la reputazione dei suoi vertici.

È quindi indispensabile che il CEO sfrutti la sua visibilità e la sua immagine per contribuire alla comunicazione dell’azienda. Non è un caso che L’89% dei capi azienda dedichi la dovuta attenzione alle potenzialità offerte dalla rete per costruire, consolidare e difendere la reputazione aziendale.

Il 59% dei capi azienda ha aperto profili sui social media per finalità puramente aziendaliTwitter . Il canale preferito è Facebook (79%), seguito da LinkedIn (59%), più professionale, e Twitter (52%), media per comunicazioni veloci e sintetiche.

Solo il 44% dei capi azienda che ha aperto profili sui social media li gestisce però personalmente. La domanda di professionisti che gestiscano queste pagine per conto terzi è in costante aumento e l’Italia, seppur lentamente, si sta adeguando.

 

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