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Quando si parla di comunicazione corporate tra i non addetti ai lavori, è comune pensare a un tipo di comunicazione che si affida ad azioni standard da manuale. Una comunicazione formale e ingessata (noiosa?), rivolta solo a un pubblico mirato, formato da stakeholder di alto livello come ad esempio istituzioni, investitori e giornalisti. Ma è davvero così?

 

Come è cambiata la comunicazione corporate

Gli strumenti e i metodi “tradizionali” sono ancora validi, soprattutto in quegli ambiti in cui le informazioni che un’azienda deve rendere pubbliche sono regolate dalla legge (pensiamo ad esempio alla comunicazione finanziaria delle aziende quotate).

Eppure è ormai innegabile che negli ultimi anni anche il mondo della comunicazione istituzionale abbia subito una rivoluzione.Twitter

L’elemento che ha scombinato le carte in tavola è ovviamente l’utilizzo sempre più ampio dei social network.
Se nel marketing questi strumenti non rappresentano più una sfida ma un vero e proprio canale ormai consolidato e imprescindibile, quando si tratta di comunicare l’altro lato del business, cioè quello che veramente l’azienda è e fa, si incontrano ancora spesso casi di utilizzo impacciato e timido dei social network.

 

Le sfide della comunicazione corporate

I social network hanno dato voce a un pubblico vasto, eterogeneo e trasversale, affamato di informazioni. Un pubblico attivo, non più disposto a ricevere solamente il flusso di notizie, ma intenzionato a crearlo.
Non è un caso che, come mostra la ricerca di Doxa per iCorporate sullo stato della comunicazione istituzionale e digitale nelle imprese italiane, ben il 55% di chi si occupa di comunicazione all’interno delle aziende preveda che nei prossimi 5 anni crescerà l’importanza del coinvolgimento delle comunità online.
Se da una parte per il 52% degli addetti ai lavori le comunità online sono sicuramente efficaci nel raggiungere gli stakeholder aziendali, dall’altra la facilità di accesso alla Rete e ai social media ha reso questi luoghi completamente saturi di contenuti, tutti in lotta tra loro per un pezzo di visibilità.
Qui si pone quindi la vera sfida: se il digitale è ormai uno strumento imprescindibile anche per la comunicazione corporate, come riuscire a raggiungere efficacemente il proprio pubblico?

 

Di cosa ha bisogno una comunicazione istituzionale efficace

Avere le idee chiare su cosa si vuole comunicare è il punto essenziale.Twitter Si tratta quindi di individuare i messaggi chiave che contribuiranno a formare l’immagine dell’azienda verso gli stakeholder.

Occorre poi stabilire un piano di azione, cioè ideare una strategia. Gli strumenti a disposizione sono infatti molti, ognuno con una sua funzione: media relations, digital PR, social media, adv etc.. Occorre quindi individuare i più efficaci per i nostri scopi e organizzarli in una strategia unitaria e coerente che massimizzi i risultati.

Pianificare e creare contenuti è il passo successivo: l’efficacia di un flusso di informazioni è data anche dalla sua capacità di essere continuativo e coerente. La distribuzione di comunicati stampa sporadici non è infatti adatta a mantenere un’attività sui social media e a raggiungere in maniera decisiva i propri stakeholder. La creazione di un piano editoriale è quindi essenziale per mantenere sotto controllo il flusso di contenuti.

“Content is the king, distribution is the queen” è una vecchia massima sempre valida. Qualsiasi contenuto, per quanto interessante, molto difficilmente riuscirà a emergere da solo dal denso magma di notizie che è la Rete oggi. Pianificare la distribuzione dei contenuti non vuol dire quindi solo stabilire canali e tempistiche, ma anche gli strumenti che possono supportarne la diffusione (es. social adv).

 

L’innovazione nella comunicazione corporate

Se la qualità del contenuto è fondamentale, non bisogna però dimenticarsi che un ruolo altrettanto centrale è giocato dal modo in cui lo si racconta. È infatti difficile, ad esempio, risultare credibili parlando di innovazione se la comunicazione dell’azienda è rimasta ferma a vecchi schemi o strumenti (pensate all’impressione che può dare una società che si presenta con un sito vecchio di un decennio – ed è una situazione piuttosto comune).
Ma essere originali e, nei casi migliori, sapere innovare non è un problema solo delle aziende che vogliono comunicare questi valori come parte del proprio DNA. È invece il modo più efficace per emergere dal rumore di fondo presente in Rete e diventare una voce ascoltata dai propri stakeholder.
Senza scordarsi che l’azienda si racconta anche attraverso azioni di marketing. Un caso concreto? L’utilizzo dei Geofilters di Snapchat da parte di McDonald’s. L’azienda ha saputo infatti sfruttare in modo efficace uno strumento caratterizzante di un nuovo social network sempre più in ascesa, andando al di là di una semplice azione di marketing e mostrando (ancora una volta) di essere una società dinamica e attenta alle nuove tendenze (il “divertimento” è infatti uno dei valori di McDonald’s).

 

La nuova comunicazione corporate

La comunicazione corporate non è quindi un paese per vecchi:Twitter valorizzare il proprio brand non è più compito solo del marketing. Molte aziende se ne sono già accorte, e hanno iniziato a rinnovare la propria strategia di comunicazione aziendale. E la vostra a che punto è?

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