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Negli ultimi anni, anche nel nostro Paese, abbiamo avuto modo di venire a contatto con la locuzione “Social CEO“.  Senza scadere in categorizzazioni enciclopediche, potremmo semplicemente definirla come l’utilizzo proattivo dell’ecosistema digitale da parte degli Amministratori Delegati a supporto delle proprie aziende. E questo è avvenuto appunto in uno scenario in cui le aziende stesse hanno individuato nel digital uno dei principali asset di comunicazione sia sul versante corporate che su quello interno oltre che per obiettivi di marketing.
 
Per fotografare il fenomeno nel nostro Paese possiamo prendere a prestito la recente ricerca elaborata da Doxa sullo scenario della comunicazione corporate dove emerge da parte degli Amministratori Delegati la consapevolezza che i social media siano un’opportunità per la promozione dell’azienda e per creare opportunità di business. Nello specifico il 59% dei top manager ha aperto degli account sui social mediaTwitter per finalità aziendali con una presenza prevalente – strano davvero – di profili Facebook. Apparentemente  questi dati possono sembrare confortanti, sopratutto allargando le prospettive e mettendoli a confronto con l’analisi della presenza sui social media dei CEO della lista “The Fortune 500® Global List” (vedi sotto la ricerca). In particolare il dato più significato è la presenza sui social media di solo il 39% tra gli Amministratori Delegati delle 500 aziende selezionate dalla classifica.
 

 
Che cosa significa questo? L’Italia rappresenta forse una eccellenza rispetto a questa tendenza? Purtroppo non è propriamente vero perché sia nelle grandi aziende che nelle PMI manca ancora quella cultura alla digitalizzazione che è comune purtroppo a tutto il Paese. In questo scontiamo, oltretutto, una grossa mancanza nell’inserimento di figure professionali adeguate che possano gestire al meglio la macchina comunicativa dell’azienda e la gestione del leader stesso che rischia di non comprendere l’importanza del suo ruolo come motore dello storytelling aziendale sia verso l’interno che nei confronti degli stakeholder e all’esterno.
 

Essere sui social media per un Amministratore Delegato rappresenta senza dubbio un’opportunità, ma essere un “Social CEO” non significa semplicemente aprire un presìdio e abbandonarlo poco dopo.

 
Significa utilizzarli in maniera attiva (anche con il supporto di un team di professionisti, meglio se dentro l’azienda), sapendo che le proprie azioni online possono influire sulla reputazione aziendale in positivo o negativo. L’Amministratore Delegato “illuminato” dovrebbe dunque avere la responsabilità di capire e interpretare il cambiamento anche nelle modalità di comunicazione, consapevole che le opportunità di business si creano innovando in tutte le sfere aziendali, siano esse di un gruppo internazionale o di una piccola media impresa.

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