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Le Stories sono sicuramente una delle novità più importanti comparse nel panorama dei social network negli ultimi anni, e rappresentano forse quella di maggior successo. Lanciate inizialmente su Snapchat, è stato però Instagram, dove sono sbarcate nel 2016, a renderle estremamente popolari. In breve tempo le Stories sono state adottate in tutta la galassia che fa capo a Mark Zuckerberg, che comprende anche Facebook e Whatsapp.

Oggi, solo su Instagram, oltre 400 milioni di utenti utilizzano quotidianamente questa feature. La possibilità di condividere facilmente foto e brevi spezzoni video (anche in diretta) che restano online per 24 ore ha contagiato molte persone e, cosa più interessante nel nostro caso, tante aziende, che vi hanno visto un’ottima occasione per la propria comunicazione.

È utile allora capire, con l’aiuto di alcuni esempi tratti proprio da Instagram, in quali modi e sotto quali aspetti un sapiente utilizzo delle Stories può costituire un’efficace integrazione della comunicazione corporate.

Stories da raccontare

  • Le Stories rappresentano sicuramente un ottimo strumento per la copertura di eventi aziendali, in maniera immediata e, grazie agli stickers, anche più interattiva rispetto ai classici post. I panel di una storia si adattano perfettamente a questo fine: possono essere concepite come pagine o episodi di un unico racconto. Questo di Accenture è un bell’esempio di copertura di un evento, in cui è stata sfruttata anche la possibilità di far fare domande agli utenti, a cui le partecipanti hanno prontamente risposto.
  • Nel caso di eventi realizzati in collaborazione con altri brand, le Stories tornano poi utili per dare visibilità alla partnership, grazie alle mention di altri account. È ciò che fa, tra gli altri, il colosso energetico francese Engie con il suo contest sulla cucina a basso consumo, realizzato in collaborazione con alcuni famosi chef e food blogger transalpini.
  • Oltre al racconto diretto che le Stories possono offrire, è utile ricordare anche la possibilità di sfruttarle come mezzo per indirizzare l’utente verso un altro contenuto aziendale, mediante un link. In questo caso, un gigante dei servizi finanziari come JP Morgan ha sfruttato le Stories di Instagram per rimandare ad altri contenuti, come i video sulla pagina Facebook – un interessante caso di social storytelling crossmediale – e gli approfondimenti di scenario disponibili sul sito. Oppure, come fa la casa automobilistica Renault, per invitare l’utente ad ascoltare l’ultima puntata del podcast aziendale dedicato al futuro della mobilità.

Una modalità, quella dello swipe up, molto utile anche per le media companies, come dimostra l’account Instagram del Financial Times, che peraltro è anche un buon esempio di un’ulteriore opportunità offerta dalle Stories: quella dell’engagement.

Coinvolgere gli utenti

Se un normale post si limita al like e al commento come forme di interazione a disposizione degli utenti, le Stories, grazie agli stickers nel tempo inseriti con i vari aggiornamenti, permettono un maggiore coinvolgimento, almeno in tre modi:

  • I sondaggi sono certamente una modalità facile e divertente per interpellare i propri fan, scoprire i loro gusti e le loro preferenze, e anche coinvolgerli in un processo creativo. L’interazione con gli utenti è uno dei fini a cui dovrebbe tendere un brand sui social network poiché, in fin dei conti, è proprio questo che li contraddistingue rispetto a una classica comunicazione unidirezionale. Tra i tanti esempi, citiamo la recente Story di L’Oréal in occasione di Halloween.
  • Anche le domande rappresentano un’ottima occasione per coinvolgere i propri follower. Un caso molto interessante lo offre ancora una casa automobilistica, questa volta Mercedes Benz, con una Story in cui sfida gli utenti a riconoscere un suo vecchio modello di auto, promuovendo così l’identità aziendale, la propria storia e in generale la brand awareness.
  • Da qualche tempo, inoltre, si è aggiunta un’altra funzionalità, vale a dire la condivisione delle Stories di altri utenti che hanno menzionato il nostro account. Si apre così, anche per le aziende, la possibilità di coinvolgere i propri follower invitandoli a creare contenuti per poi dare loro visibilità.

Stories in azienda

  • Un’altra opportunità offerta dalle Stories è quella di allargare il perimetro delle attività di employer branding mediante il diretto coinvolgimento dei dipendenti. Una pratica sempre più diffusa fra le aziende è il cosiddetto takeover. Consiste nell’affidare, per un periodo di tempo limitato (ad esempio un giorno) la gestione delle Stories sul profilo aziendale a un dipendente. Quest’ultimo condividerà così in prima persona la propria vita in azienda, dalle attività professionali alle situazioni informali, assumendo così la veste di un vero e proprio brand ambassador, dunque, in una strategia riconducibile alla employee advocacy. L’account Instagram di Henkel, per citare un caso, mette in evidenza molti buoni esempi di questa pratica.
  • Infine, torna utile la già citata possibilità di condividere le Stories degli utenti (in questo caso dei dipendenti) rientra in tale ambito, purché, naturalmente, tali Stories prodotte spontaneamente rispettino la social media policy aziendale e, più in generale, siano funzionali alla buona reputazione dell’impresa.

Sono quindi molte le modalità (unite anche a un tocco di creatività) con cui questo strumento può aiutare un’azienda a raccontarsi ai propri follower. Una funzione che per il 2019 promette nuovi sviluppi, tra cui il probabile sbarco su YouTube e su LinkedIn, che ha da poco iniziato a testare le Stories sulla propria piattaforma.

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